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Polina
Kanis

Polina Kanis (nata nel 1985 a San Pietroburgo) lavora con diversi media, tra cui installazione, performance e video. La sua pratica artistica indaga le strutture nascoste del potere, la politica degli affetti e i nuovi traumi acquisiti all’interno delle diverse sfere della produzione, dell’esperienza e della cultura. Una componente centrale del suo lavoro consiste nell’analizzare il funzionamento e l’incarnazione degli ordini ideologici.

Negli ultimi anni Kanis si è concentrata sul potere trasformativo dell’immaginazione in relazione al sex work, interrogandosi su come la sessualità venga modellata dall’esposizione ai discorsi ideologici e politici.

Le sue opere sono state presentate in numerose mostre personali e collettive e in festival cinematografici, tra cui una mostra personale presso Haus der Kunst di Monaco (2017), il programma parallelo di Manifesta 10 e molti altri progetti. I suoi lavori fanno parte delle collezioni di numerosi musei e fondazioni, tra cui il fonds régional d’art contemporain Bretagne, la fondazione In Between Art Film, la Kadist Foundation e altre.

Kanis ha partecipato ai programmi di residenza della Rijksakademie van beeldende kunsten di Amsterdam (2017–2018) e dell’ISCP di New York (2020).

📍    Russia
        → Paesi Bassi

Politics of Rotation

Politics of Rotation è una performance durazionale in cui l’artista Polina Kanis lavora come pole dancer. Dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia, la stessa possibilità della pratica artistica è stata sospesa per Kanis. La ricerca di una risposta personale e artistica l’ha condotta in uno strip club, dando inizio a una lunga performance che ha infine preso forma nel progetto Politics of Rotation.

La performance attraversa un anno di allenamento intensivo, durante il quale il corpo di Kanis viene preparato per entrare nel sistema chiuso e rigidamente regolamentato dello strip club. Dopo aver superato un casting — in cui viene valutata la conformità al corpo femminile idealizzato sotto lo sguardo maschile — Kanis ha iniziato a lavorare come pole dancer nel club.

Confrontandosi quotidianamente con regole rigide ma ambigue, gerarchie di potere, politiche di genere repressive e il controllo dei corpi femminili, Kanis indaga le trasformazioni ideologiche, sociali e personali del corpo femminile nella Russia contemporanea, nel contesto della normalizzazione oppressiva della guerra. Attraverso il suo lavoro, l’artista ricostruisce le regole non scritte ma universalmente comprese che governano ogni aspetto dell’esistenza di una lavoratrice dello strip club.

Politics of Rotation non è soltanto un’indagine sullo strip club come microcosmo di una società autoritaria, ma anche uno studio sul movimento stesso. La rotazione attorno al palo diventa al tempo stesso metafora dei regimi autoritari e possibilità di trascenderli.

Il progetto comprende fotografie realizzate da Kanis durante i tre mesi trascorsi nello strip club, una reinterpretazione delle regole di comportamento per le stripper e una riattivazione dei movimenti di danza eseguiti all’interno del club. Fondamentali nel progetto non sono soltanto la precisione e la continuità dei movimenti della performer, ma anche i momenti di errore, cedimento e imperfezione che interrompono la danza idealizzata. Ruotando attorno al palo, torcendo e piegando il proprio corpo, Kanis interrompe momentaneamente la gerarchia verticale, suggerendo la possibilità di una frattura — del corpo, del mondo e, insieme a essa, della possibilità di cambiamento.

CONTATTI

CSAR - Centro Studi sull’arte russa,
dell’Asia Centrale e del Caucaso

Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali
Malcanton Marcorà, Dorsoduro 3484/D, 30123 Venezia

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tel.: +39 041 234 6223

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